...lo dice anche la serie The Bear.
Sono una divoratrice seriale di serie tv e voglio aprire questo Mag lasciando entrare Carmy, il protagonista di The Bear.
L’avete vista? Se la risposta è no correte a vederla, se invece è si capirete meglio di cosa sto parlando quando dico un pò brutalmente che “la nostra frequenza emotiva diventa spesso il clima emotivo”.
In The Bear, Carmy non deve dire esplicitamente “sono stressato”. Il suo modo di respirare, muoversi, guardare… lo comunica prima delle parole. Nel momento in cui Carmy entra in cucina, il ritmo cambia. I rumori diventano più secchi. Gli sguardi più tesi. I movimenti meno fluidi. È come se l’aria stessa si contrasse. Non ha ancora urlato una parola, eppure tutti sanno che qualcosa sta per esplodere.
Avete presente la scena del servizio serale al limite del collasso (Season 1) in cui la cucina diventa una bomba a orologeria. Le comande arrivano a raffica, il fuoco sale, la musica martella. Carmy inizia a perdere il controllo, ma quello che colpisce non è il suo errore: è il modo in cui il team inizia a rispecchiarlo:
- Richie diventa più aggressivo
- Sydney si irrigidisce
- Tutti iniziano a muoversi in modo frammentato
Non è disorganizzazione: è risonanza emotiva.
Anche le parole si travestono di questa ansia: “Muoviti. Più veloce” - “Non abbiamo tempo per gli errori”, “Se sbagli, falliamo tutti.”
Frasi che non sono solo operative, ma energetiche: trasmettono urgenza, paura, sopravvivenza.
Quando il leader è in allarme, trasforma l’ambiente in modalità guerra. E il leader può anche essere un genitore, un compagno, un amico, un allenatore. Ogni dinamica della nostra vita è costellata di leader e soprattutto di relazioni che ruotano attorno a dei fragili equilibri.
Anche la relazione con noi stessi, se ci pensate vive le stesse dinamiche. Ognuno di noi vive in una sorta di “frequenza emotiva”. Non è solo spiritualità: è neuroscienza, psicologia, comportamento. La qualità dei nostri pensieri influenza le decisioni, i comportamenti e – di conseguenza – i risultati che otteniamo nella vita.
Secondo lo scrittore Joe Dispenza, la mente funziona come un’antenna: più rimaniamo su stati emotivi di paura, rabbia o vittimismo, più attraiamo esperienze coerenti con quella vibrazione. Allo stesso modo, Eckhart Tolle parla del potere della presenza: quando siamo davvero nel “qui e ora”, cambiamo letteralmente il nostro campo di influenza.
Non viviamo ciò che vogliamo.
Viviamo ciò che siamo pronti a sostenere emotivamente.
La vera domanda non è: “Cosa sto costruendo?”
Ma: “A quale frequenza sto vivendo ogni giorno?”