Il caos mentale è il divano capovolto di Stranger Things

Il caos mentale è il divano capovolto di Stranger Things

La mente non si rompe: si ribalta

Quando siamo sotto stress prolungato, la mente non “si guasta”.
Non impazzisce. Si ribalta.

In Stranger Things, l’Upside Down non è un altro mondo lontano: è una copia distorta del nostro. Cambia la luce. Cambia l’aria. Cambia la percezione.
E il divano capovolto diventa la metafora perfetta di ciò che succede quando la mente entra in modalità sopravvivenza. 

Le stesse capacità ci sono ancora, ma funzionano al contrario: il riposo diventa senso di colpa, il silenzio diventa minaccia, il tempo libero diventa ansia.

È come entrare nel nostro salotto, nella sua familiarità… e non riconoscerlo più. Il divano è lì. Ma non puoi sederti.

Nell’Upside Down della mente

Nella serie, i personaggi entrano nell’Upside Down e faticano a orientarsi. Le cose sono familiari, ma inutilizzabili.

Ed è quello che accade in una mente sovraccarica:

  • Vuoi calma → ma il corpo resta in allerta
  • Vuoi dormire → ma il cervello accelera
  • Vuoi “staccare” → ma senti di perdere il controllo

Non è debolezza. È un sistema nervoso bloccato nel mondo capovolto. In Stranger Things il vero pericolo non è solo il Demogorgone, è restare troppo tempo nell’Upside Down senza una guida.

Nella vita reale il “mostro” può essere:

  • il perfezionismo
  • il bisogno di controllo
  • la paura di deludere
  • il confronto continuo

E più ci resti dentro, più inizi a credere che quello sia il mondo reale.

Il coaching non combatte il caos. Lo osserva e lo riorienta, come fai con un divano capovolto. Non lo rompi, non lo butti, lo giri lentamente, un lato alla volta.

Così facendo rallenti il sistema nervoso prima delle soluzioni, riporti il corpo in sicurezza prima della mente, smetti di “capire tutto” e inizi a regolare.
Perché non devi uscire dall’Upside Down di colpo.
Devi solo ricordare qual è il mondo giusto.

Il caos mentale non è il nemico. È una stanza capovolta, non serve scappare da quella stanza, serve solo rimettere il divano al suo posto.

 

Angela Spulcioni

Non sono qui per cambiarti, ma per accompagnarti mentre scegli di cambiare tu.

Il mio approccio è diretto, pragmatico, empatico. Lavoro con domande, spazi, silenzi, strumenti concreti e azioni reali. Non credo nelle soluzioni rapide. Credo nei processi che trasformano.

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